KatieLasciai che mi sfilasse i pantaloni, cercando di fare lo stesso con i suoi che però riuscì a sfilare
da solo...
Sentire i nostri corpi quasi del tutto nudi a contatto mi faceva rabbrividire...
Mi era mancata terribilmente quella sensazione estasiante di desiderio misto alla passione
travolgente che sentivo nei suoi confronti...
Quell'attesa, quei preliminari...Mettevano tutto un tocco in più al rapporto, facevano
aumentare la bramosia che sentivo crescere sempre più...
Nel sentire le nostre intimità a contatto mi lasciai sfuggire un piccolo gemito di piacere,
accompagnato da un fremito che andò a lambire ogni parte del mio corpo...
Non fu niente a confronto di quando sentii le sue dita penetrare dentro di me e sollecitare la
mia femminilità...
Sentii un piacere enorme iniziare a farsi strada dentro di me, mentre altri mille brividi mi
cospargevano il corpo, rendendomi completamente schiava di lui e delle sue attenzioni...
Inarcai la schiena, chiudendo gli occhi e sospirando...
Cercai le sue labbra, che trovai immediatamente e che non tardai ad accostare alle mie,
baciandolo con ancora più passione e desiderio...
Prima che potesse fare altro feci un po' di forza con il bacino e invertii le posizioni, mettendomi
a cavalcioni su di lui...
Lo guardai per qualche istante negli occhi, sorridendo sensualmente e portando le mani ai suoi
boxer, sfilandoglieli e lasciandoli cadere per terra.
Feci lo stesso con i miei slip, rimenendo completamente nuda su di lui...
Mi posizionai meglio, mentre con le labbra iniziavo a lasciargli piccoli baci sul collo...
Lentamente lasciai che mi penetrasse, sentendomi interamente invasa da sensazioni benevole
e da brividi indescrivibili...
Un calore enorme mi cosparse totalmente, mentre iniziavo lentamente a spingere e a muovermi
sensualmente su di lui...
"A me m'ha sempre colpito questa faccenda dei quadri. Stanno su per anni, poi senza che accada nulla, ma nulla dico, fran, giù, cadono.
Stanno lì attaccati al chiodo, nessuno gli fa niente, ma loro a un certo punto, fran, cadono giù, come sassi. Nel silenzio più assoluto, con tutto immobile intorno, non una mosca che vola, e loro, fran. Non c'é una ragione. Perché proprio in quell'istante? Non si sa. Fran.
Cos'é che succede a un chiodo per farlo decidere che non ne può più? C'ha un'anima, anche lui, poveretto? Prende delle decisioni? Ne ha discusso a lungo col quadro, erano incerti sul da farsi, ne parlavano tutte le sere, da anni, poi hanno deciso una data, un'ora, un minuto, un istante, è quello, fran. O lo sapevano già dall'inizio, i due, era già tutto combinato, guarda io mollo tutto tra sette anni, per me va bene, okay allora intesi per il 13 maggio, okay, verso le sei, facciamo sei meno un quarto, d'accordo, allora buonanotte, 'notte.
Sette anni dopo, 13 maggio, sei meno un quarto, fran. Non si capisce. È una di quelle cose che è meglio che non ci pensi, se no ci esci matto. Quando cade un quadro. Quando ti svegli un mattino, e non la ami più. Quando apri il giornale e leggi che è scoppiata la guerra. Quando vedi un treno e pensi io devo andarmene da qui. Quando ti guardi allo specchio e ti accorgi che sei vecchio..."
